L'ESPRESSIONISMO MAGICO DI JULIEN FRIEDLER

L'ESPRESSIONISMO MAGICO DI JULIEN FRIEDLER

Alla Galleria Civica Cavour di Padova ha da poco chiuso i battenti Legends (Mapping II).
Legends è la mostra personale di Julien Friedler (curata dal nostro gallerista Carlo Silvestrin e dalla critica d’arte Dominique Stella), che ha portato nel capoluogo patavino un centinaio di tele, frutto del lavoro di ricerca intrapreso con il macro-progetto Mapping, in cui l’artista belga è impegnato dal 2018.

 

Le tele prodotte per Mapping in questi anni si differenziano non solo per le diverse dimensioni (dai formati 40×40 ai canvas di oltre i due metri per due), ma anche per l’uso, sempre personalissimo, del colore. Questa raccolta di opere d’arte, di chiara impostazione espressionistica, di fatto è un racconto per visioni che restituisce al pubblico il potente bagaglio creativo dell’autore, figlio di una personalità labirintica alimentata dalla passione per la letteratura, la filosofia, la psicanalisi e i viaggi alla scoperta di realtà diverse e lontane.

Projet d’anamorphose

“Come tutte le opere di Mapping, anche queste presentate in Legends (Mapping II) sono legate a questo espressionismo magico che caratterizza lo stile di Friedler, appaiono come brandelli di territori astratti, strappati alla terra, allo spazio, una cartografia di paesaggi mentali, legati alla Natura stessa, profonda ed essenziale che si rivela nel sogno o in uno stato di consapevolezza appena cosciente. Vi è, in Mapping, una rivendicazione di colore e l’emergere di un’invisibilità che serve da passaggio tra qui e un altrove, rivelatrice di pensieri, di sensazioni che ci riconnettono alla vita, alla speranza, al mistero e all’inquietante realtà del mondo. Queste opere s’inscrivono nella scia dell’espressionismo astratto, mettendo in evidenza la materia e il colore utilizzato come materia”,  Dominique Stella.

 

 

Legends rappresenta la terza tappa di un “viaggio in Italia” che l’artista belga aveva cominciato nell’estate del 2020, quando una sessantina di opere del progetto itinerante “Mapping”, erano state esposte in Italia, prima a Palermo e Villa Lagarina, in provincia di Trento. Dopo il lungo lockdown della primavera, i due eventi hanno tracciato una sorta di ponte immaginario per collegare le due estremità geografiche del nostro Paese, simboleggiando la necessità collettiva di riappropriarsi della fruizione artistica in prima persona.

Carambole

“Emerge una continuità narrativa tra le singole pitture, un ideale montaggio che ricrea un romanzo schizoide e metafisico, un “Ulisse di Joyce in cui l’esperienza mentale si trasfigura nei mondi liquidi, elettrici, astronomici e alchemici di Friedler. Immaginati nella loro totalità, i quadri di MAPPING diventano capitoli autonomi di un viaggio satellitare e stereofonico, privo di orizzonti definiti, privo di una polarità  nordica, privo di identità geografica”, Gianluca Marziani, critico d’arte (catalogo Mapping).

Torna al blog